OMET ha aderito al progetto "Insieme ad arte", per offrire alla città di Lecco una collezione d'arte contemporanea.

Da sempre l'arte e la cultura hanno bisogno, per potersi esprimere, di un supporto, che permetta chi le pratica di dedicarsi totalmente ad esse, dando modo di far crescere la propria creatività. È stato così per i più grandi artisti della nostra storia, che hanno ricorso all'aiuto di "mecenati", illuminati e sensibili, per potersi realizzare sotto il profilo professionale. Ma nel progetto "Insieme ad arte", promosso dal Politecnico di Milano - Polo regionale di Lecco, il "mecenatismo" si mette a servizio di un'idea ancor più ambiziosa: offrire alla città di Lecco una collezione d'arte contemporanea.
A questo progetto esemplare ed innovativo, dalle forti connotazioni culturali e sociali, hanno aderito ben otto imprese di riferimento del territorio, fra le quali OMET. Ciascuna di esse ha "adottato" un artista di livello riconosciuto con il quale è stato stabilito un contatto diretto. Ne sono scaturite altrettante opere ideate dentro l'azienda, nell'ambiente immateriale delle logiche e dei valori dell'impresa e del territorio. "Abbiamo aderito con curiosità ed interesse a questa proposta innovativa. - spiega Antonio Bartesaghi, Operation Manager OMET - Crediamo che un'impresa abbia anche una resposabilità sociale che supera i propri confini e si colloca in una logica territoriale. Ma, soprattutto, riteniamo che investire in cultura sia una scelta che ripaga, e non solo in termini di immagine. Il rapporto con l'artista è stato stimolante e ha contribuito ad arricchire la visione del nostro lavoro".
L'artista "adottato" da OMET è Alessandro Verdi: un artista che ha incuriosito fin dai suoi primi anni di attività un grande critico come Giovanni Testori e che ha recentemente tenuto alla 53esima Biennale di Venezia una mostra personale curata da Achille Bonito Oliva. L'opera di Verdi è costituita prevalentemente da lavori su carta. E in questo filone si inserisce il suo "Quaderno pittorico", realizzato per OMET, in cui, attraverso il susseguirsi di segni grafici e calligrafici", Verdi ci rivela un modo altro dell'esistere, che oltrepassa i limiti dello spazio per arrivare dentro le cose.
