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United Label Europe: la nuova sfida per FINAT

È l'obiettivo ambizioso che il nuovo presidente Kurt Walzer, eletto lo scorso giugno intende attuare, proseguendo nel solco tracciato dal past president Andrea Vimercati

Con oltre 600 membri in più di 50 paesi in tutto il mondo, FINAT si propone come il punto di riferimento per i trasformatori di etichette e i fornitori del settore in termini di informazioni, comunicazione e opportunità di creare relazioni a livello internazionale, ma anche come autorevole interlocutore sia delle associazioni nazionali, che delle istituzioni europee e globali. Un obiettivo ambizioso, sintetizzabile nel motto ³United Label Europe², che il nuovo presidente Kurt Walzer, CEO di tesa Bandfix Svizzera, eletto lo scorso giugno in occasione del congresso annuale svoltosi in Sicilia e in carica per i prossimi due anni, intende attuare, OMET lo ha intervistato in esclusiva per la rivista Archipelago. Qual'è il suo pensiero sul mercato globale delle etichette? «Il mercato delle etichette autoadesive ricopre da anni circa il 50% della produzione totale delle etichette. Il potenziale dell¹autoadesivo dunque ha ampio margine di sviluppo. Dopo il calo di produzione del 2008/2009, il volume nel frattempo è ritornato ai vecchi livelli e si può ipotizzare per i prossimi anni che il trend di crescita prosegua. Soprattutto i nuovi materiali dei film e dei supporti giocheranno nel futuro un ruolo decisivo». Che problemi devono affrontare oggi gli stampatori europei per poter competere nel mercato globale delle etichette ?

«La globalizzazione dell¹industria delle etichette è trainata dalle esigenze dei produttori di articoli di marca delle multinazionali, le quali richiedono per le loro etichette design unitari. Tradizionalmente, il know-how delle etichette è detenuto dall'Europa e dall'America, dove è concentrata la maggior parte dei produttori. L'ingresso nei nuovi mercati avviene in parte grazie ad investimenti personali di questi produttori, attraverso l¹assorbimento di stampatori locali o tramite alleanze spontanee. Nonostante la presenza di questi etichettifici di livello internazionale, però, la componente regionale resterà comunque vasta e diffusa, anche perchè ne subentreranno sempre di nuovi e tecnologicamente attrezzati». Cosa pensa della "green energy" nel mercato delle etichette? «In collaborazione con aziende specializzate si sta creando un sistema di riciclo volto al recupero, presso gli utilizzatori di etichette, dei fogli di supporto, ai quali verrà tolto il silicone e dai quali si ricaverà fibra di carta per dei nuovi supporti. In centro Europa, la maggior parte degli scarti viene bruciato negli inceneritori dei cementifici o utilizzato come materiale di combustione per ricavarne energia. Diversi etichettifici hanno già installato, nei loro stabilimenti, dei dispositivi di recupero del calore sviluppato dai processi di stampa come fonte di riscaldamento».

Secondo lei quali sviluppi avrà la stampa flessografica nei prossimi anni ? La tecnologia digitale è candidata a rimpiazzare la flessografia in futuro ? «La stampa digitale rivestirà nel futuro sicuramente un ruolo sempre più importante: questo perchè il mercato richiede consegne brevi e piccoli quantitativi e il digitale, con i suoi tempi ridotti di attrezzaggio, rappresenta la soluzione ideale. Fermo restando che molti prodotti, per la loro configurazione, continuano ad avere bisogno di una combinazione di processi di stampa in più passaggi. Penso che saranno l¹andamento delle richieste di mercato, la quantità degli ordinativi ed i costi di produzione a determinare quale sarà la tecnologia di stampa che meglio risolverà queste esigenze. Se anche ci sarà un incremento del digitale, i procedimenti di stampa tradizionali non verranno mai soppiantati del tutto». Quali sono i suoi obiettivi per i prossimi anni come nuovo Presidente di FINAT? «Sono convinto del fatto che le etichette autoadesive, in virtù della loro flessibilità e della varietà di impostazione, la faranno un po¹ da padrone nella realizzazione dei prodotti di consumo. Il settore se la dovrà vedere con l¹aumentare delle normative di legge e delle direttive igieniche specifiche richieste. FINAT quindi si preoccuperà di assistere i suoi membri per difendere i diritti di chi produce e per ampliarne le potenzialità».

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Archipelago N° 13
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